Fare la musica - Racconti ... 1998
Tredici storie di musicisti, tredici racconti autobiografici che dall'89 Isa Melli, insegnante di Letteratura poetica e drammatica, ha raccolto tra gli allievi e le allieve del Conservatorio di Mantova:
Monica Volta, Respira, non scappare; Alessandro Franciosi, Un violino troppo cresciuto; Stefania Spaggiari, Sorriso di leone; Eugjen Gargjola, Ero interrogato in matematica; Boris Magoni, Quell'insulsa linguetta in canna di bambù; Gabriella Giovine, Ottant'anni di differenza; Elide Bergamaschi, Con sole dieci dita; Barbara Lui, Una ragazza di Sermide; Kim Ci Gon, Caok! Caok! Verso dell'ibis, verso doloroso; Samantha Chieffallo, La gioia di mamma e papà; Paolo Gattolin, Io, soprammobile dell'hotel Fini; Isabella Placchi, Diapason; Isa Melli, Le cose che sai solo tu.
"E poi, lì dentro, ha l'anima. In realtà l'anima è un semplice bastoncino cilindrico che sostiene dall'interno il peso delle corde". La raccolta di questi microromanzi di formazione musicale non soltanto svela qualche segreto dei musicisti, ma conduce il lettore ad una dimensione più "concreta" della musica. Il "fare la musica" rimanda alla fisicità dello strumento, costantemente da curare e da governare (si legga il racconto di Boris Magoni, uno dei più riusciti della raccolta), e all'esercizio del corpo per piegarlo alla musica; alla routine del mestiere e del guadagnarsi il pane; ad un tempo del fare che resta vivo nel ricordo di mitici maestri e delle stanze un pò misteriore dove si sono prese le prime lezioni.
Azzurra Paterlini, Colibrì
... Un libro davvero strano che tuttavia vive, traffica nella musica più di tanti altri più nobilmente atteggiati. Una raccolta letteralmente sorprendente a cominciare dall'alto tasso di spontaneità, di sincerità che li informa. Così i ragazzi parlano delle loro famiglie, delle loro propensioni musicali, dei loro diversi approcci al suono e al canto, delle loro abitudini senza infingimenti, senza difficoltà, con parentesi improvvise e spesso felici, con singolari associazioni di pensiero, con più di un pizzico d'ironia, con una certa insospettabile anima poetica. E sebbene non siano scrittori, risultano sempre efficaci, accattivanti, e mai noiosi, falsi, scolastici. Un volumetto che merita molti lettori e magari proprio i giovani colleghi di Conservatorio dei simpatici scrittori mantovani (fra cui spicca anche qualche nome esotico). E una volta tanto una recensione musicologica ha il piacere di terminare nelle grazie della narrativa e dell'autobiografia.
Piero Mioli, Rassegna musicale italiana
La ringrazio moltissimo per il libro Fare la musica che ho letto con grande piacere e divertimento: ho trovato l'idea brillante e originale e i racconti gradevolissimi. E' un volume realizzato con grande amore.
Piero Ostali in una lettera a Isa Melli
Chi sceglie la professione di musicista è destinato a mettersi continuamente in gioco. In un'orchestra, in un gruppo o come solista il musicista è lì per comunicare, per dimostrare la sua bravura e le sue capacità di saper superare tutti gli ostacoli che il compositore ha posto sul suo cammino. DI fronte, il pubblico, pronto ad applaudire, ma anche a giudicare. Il Conservatorio è il luogo dove ti insegnano (o dovrebbero insegnarti) a "vincere la paura del giudizio", come scrive Isa Melli che ha guidato un gruppo di allievi del Conservatorio di Mantova nella stesura del libro Fare la musica. Non 'fare musica', si badi, ma la musica, con l'articolo. E ciò dà un senso diverso al lavoro di questi giovani che qui spostano, con un semplice articolo, il loro desiderio di comunicare con lo strumento, al desiderio di raccontarsi. Un modo diverso di esibirsi, ma sempre di un'esibizione si tratta.
Queste pagine cariche di emozioni giovanili dovrebbero essere lette da genitori e insegnanti perché appartengono al mondo segreto dei nostri figli. Vi sono argomenti per iniziare un nuovo dialogo o per riprenderne uno interrotto.
G. Santangelo, Amadeus
... simili iniziative editoriali andrebbero moltiplicate per mille: ne guadagnerebbe la coscienza professionale e culturale dei giovani musicisti, oggi in Italia in mille modi umiliati, sacrificati e spesso perseguitati... Io sto dedicando quest'ultima parte della mia vita a difendere, appunto, i giovani che scelgono per vocazione la musica: il libro che Ella mi ha donato è stato, per questo motivo, causa di commozione e documento prezioso, da utilizzare il giorno in cui scriverò a favore dei giovani musicisti un libro bianco del tipo j'accuse...
Quirino Principe in una lettera a Giordano Fermi
Fare la musica si rivolge a qualsiasi lettore curioso, musicista e non. I racconti ci parlano di quanti, senza mostrare l'esaltazione dei grandi talenti, intraprendono il mestiere di musicista come un atto di fede, svelando una vocazione alla tenacia che riesce a superare difficoltà e sacrifici. Ma un'altra è la morale che piano piano si va evidenziando leggendo questi racconti sino all'ultimo, quello di Isa Melli, la loro insegnante: "Quando l'allievo è pronto, il maestro arriva...".
Maria Luisa Matera, Otto pagine
I racconti, tutti di piacevolissima lettura, sono lo specchio di questa realtà scolastica così particolare, misconosciuta e, spesso, incompresa. Ricordi lieti e tristi, paure e gioie, quel viscerale rapporto che s'instaura con il proprio strumento o con la propria voce, difficili esperienze di vita come quelle che affiorano dai racconti del violinista albanese Eugjen Garjola e del tenore coreano Kim Ci Gon; chiunque può imparare qualcosa da queste pagine, ricche di riflessioni su se stessi e sulle motivazioni alla base della scelta di dedicarsi alla musica, ma i docenti, in particolare, potrebbero trarne preziose informazioni su come una parte del mondo giovanile si rapporta con la propria interiorità e con il mondo circostante.
Vittoria Licari, Corriere del Teatro
Le piccole nevrosi e le grandi passioni scatenate dal proprio strumento sono al centro di questi racconti scritti con mano lieve e a tratti con un'autentica vena narrativa da dodici allievi o ex allievi del Conservatorio di Mantova. E' un diario corale nel quale molti musicisti si riconosceranno: la prima lezione di pianoforte, l'affettuosa diffidenza dei compaesani per un sassofonista donna, la fatica di preparare un coro di dilettanti... Sono rappresentati alcuni degli strumenti più familiari e spicca un gustoso reportage dal mondo del piano bar.
Alice Bertolini, Suonare
Certo che è bello il vostro libro! Quasi viene il sospetto - a parte il piacere della lettura per alcuni pezzi davvero profondi nella loro scrittura "gettata" e sorprendente - che un Conservatorio serva a qualcosa, mantenga un senso, sia pur paradossale. Intanto userò la mia "autorità" per acquistare il vostro libro per la nostra biblioteca. Complimenti davvero! Nonostante (quasi) tutto, c'è chi riesce a dare un senso divertito e autentico al proprio essere in orfanotrofio e senza nostalgia per padri defunti fin troppo...
Piero Arcangeli in una lettera a Isa Melli
