La scuola di musica a Mantova
Fu con un Regio Dispaccio di Maria Teresa d’Austria, inviato il 2 gennaio del 1777, che venne istituita a Mantova la prima Scuola popolare di Musica gestita da un direttorio della locale Colonia Filarmonica, una diramazione, quest’ultima, della Reale Accademia di Scienze, Lettere e Arti (l’attuale Accademia Nazionale Virgiliana).Tali istituzioni derivavano da differenti Accademie, tra le quali quella degli “Invaghiti”, sorta nel 1562, e quella degli “Invitti” trasformata in un secondo tempo in “Timidi”, che si occupavano anche di musica.Per l’Accademia degli “Invaghiti” era stato rappresentato nel carnevale del 1607 l’Orfeo, favola in musica del conte Alessandro Striggio, musicata da Claudio Monteverdi.
La Scuola Pubblica gratuita di musica vocale e istrumentale (1) fu affidata, in data 24 maggio 1777, alla cura e direzione del maestro Mattia Milani (2) che mantenne l’incarico sino al 1809, anno della sua morte.
In questi trent’anni la Scuola fu disciplinata da “avvertenze e regolamenti” di sorprendente attualità mentre il metodo d’insegnamento era stato approvato dal compositore, didatta e teorico Giovan Battista Martini (1707-1784).
La disposizione delle “avvertenze e regolamenti” prevedeva quanto segue:
1° - Nella scuola s’insegnerà non la sola musica vocale, ma l’istrumentale ancora.
2° - Si terrà la medesima ogni giorno feriale in ore determinate secondo le stagioni, e per tre ore almeno ogni dì, a riserva di quelle ferie che sogliono ai Giovani concedersi per necessario sollievo, sull’esempio di ciò che si pratica dalla R. Accademia per le scuole di Pittura e di Architettura. Si rimette poi all’arbitrio, e allo zelo del Maestro d’impiegarvi anche maggior tempo, a misura dei casi, e dell’impegno, che esigessero l’abilità e l’applicazione dei scolari.
3° - Chiunque bramerà d’esservi ammesso, dovrà dirigersi al Prefetto della R. Accademia, dalla quale dipende la scuola, per averne il permesso. Si richiederanno quindi i requisiti di morigeratezza nel Petente, e della disposizione, in cui trovasi d’esercitare, in caso di riuscita, la musica per professione, giacchè sarebbe frustranea la benefica intenzione di S.M. quando non avesse a servire, che d’inutile divertimento, anzi di perditempo.
4° - Dovrà il Maestro render conto di tempo in tempo al Prefetto della R. Accademia della diligenza ed applicazione dei rispettivi alunni, e farà che i più abili, a misura delle circostanze, diano qualche pubblico saggio del loro profitto, o nelle funzioni della R. Cappella, o nelle accademie della Colonia Filarmonica.
5° - Finalmente dovranno gli scolari, a misura che andranno abilitandosi, essere obbligati, dipendentemente dal giudizio del Maestro, d’intervenire alle funzioni della R. Ducal Cappella, e per contribuire al miglior servizio della medesima, e per approfittare viemaggiormente con tale utilissimo esercizio in compagnia dei Professori.
Da parte della R. Accademia Filarmonica furono notificate al pubblico le seguenti regole da osservarsi per il miglior esercizio:
I) Chiunque aspirerà ad essere ammesso alla Scuola suddetta, si presenterà al Maestro, come sopra destinato, affinchè riconosciuta la buona disposizione del Soggetto possa corredarlo di favorevole testimonianza, la quale unitamente alla pruova dell’onestà de’ natali, e de’ costumi si produrrà con opportuno Memoriale al Prefetto pro tempore della R. Accademia, cui s’apparterrà il decidere sull’implorata ammissione, dovendosi i Rescritti, che saranno su ciò rilasciati, presentarsi poscia al Segretario della R. Accademia suddetta, e conservarsi ne suoi Atti, e dal medesimo si farà l’opportuna Fede della seguita accettazione dell’Aspirante, in vista della quale il Maestro lo riceverà nella Scuola.
II) La Scuola suddetta avrà il suo principio il primo del prossimo venturo settembre.
III) Sarà la Scuola stessa fornita, a spese del Maestro, d’una discreta quantità di Strumenti e Carte musicali.
IV) Alla mattina, cominciando un’ora dopo la Campanella del Mattutino, s’insegnerà la Musica vocale almeno per due ore, ed il dopo pranzo la strumentale, pel corso di un’ora, cominciando dalle ore ventuna.
V) Si farà vacanza ogni giorno di Festa e di Giovedì, purchè non sia questo immediatamente preceduto, o susseguito da un altro giorno di vacanza.
VI) Fino a nuova disposizione si daranno lezioni in Casa del Maestro come sopra destinato.
VII) Dovranno gli scolari passare di buona intelligenza, ed intrattenersi alle Lezioni con tutti que’ riguardi, che esige il buon ordine.
VIII) Dovrà il Maestro rendere almeno annualmente inteso il Direttorio della R. Accademia Filarmonica de’ diportamenti degli scolari, e del profitto, che rispettivamente andranno facendo.
IX) In caso di disordine, ed in qualunque occorrenza, ricorreranno le parti al Prefetto della stessa R. Accademia per l’opportuno provvedimento.
Dalla R. Accademia Filarmonica il 18 agosto 1777. Il Direttorio Filarmonico
Il maestro Mattia Milani, con una lettera del 29 gennaio 1778 (3), informava il suo maestro G.B. Martini dell’incarico ricevuto e degli orientamenti didattici che avrebbe seguito nella sua attività di docente:
... il metodo che oddotterò sarà il seguente: chiunque sarà ammesso alla predetta Scuola dovrà essere approvato dal M.° con largo solfeggiare, vedere se avrà voce ed abilità per la musica vocale essendo notorio che chi vuol imparare la vocale necessita il solfeggio, quando la voce non fosse tale da incamminarlo per la vocale, dovendosi ammettere all’istrumentale dovrà soggiacere al solfeggio fino a che il M.° crederà opportuno per ammetterlo allo strumento adatto a’ suoi talenti al solo fine di facilitarlo col solfeggio all’intonazione e alla battuta, avvertendo che chi si applica al violino dovra esercitarsi al violino, chi al violoncello dovrà ricercare al violoncello, così il simile per il contrabbasso. Prego il M.R. di esaminare, aggiungere, levare, ciò che crederà opportuno al metodo, suggerirmi e prevenirmi, ciò desidero a scanso di critiche di cui desidero mettermi al coperto e di contraddizioni; penso che così approvato da Lei presenterò questo metodo al R. Ducal Magistrato Camerale.
Alla richiesta del Milani, Padre Martini rispondeva il 27 aprile 1779 con l’approvazione del metodo d’insegnamento (4):
Approvazione del metodo da tenersi nell’insegnare la musica vocale ed istrumentale nella Scuola Pubblica gratuita apertasi nella città di Mantova:
I) - E’ necessario che il scolaro abbi orecchio adattato alla musica, perchè se non a questo, e che sia veramente perfetto, non potrà mai acquistare ne il canto, ne il suono.
II) - Che chiunque siasi, quale verrà ammesso alla suddetta scuola dovrà essere provato dal Maestro con farlo solfeggiare, p. vedere se avrà voce, ed abilità per la musica vocale, essendo bastantemente notorio, che a chi vuole imparare la musica vocale, è necessario il solfeggio; quando la voce non fosse tale da incamminarlo p. la la vocale dovendosi ammettere all’istromentale, dovrà nonostante soggiacere al solfeggio p. qualche tempo fino a tanto che il Maestro crederà opportuno di ammetterlo a quell’istromento addattato a’ suoi talenti a solo fine di facilitare sì l’intonazione che la battuta, avvertendo che se si applicherà al Violino dovrà esercitare a studiare li ricercari del Violino, chi vorrà sonare il Violoncello li ricercari del Violoncello, e così simile p. il Contrabbasso.
III) - Allorchè il Maestro conoscerà, che qualcuno de scolari si andrà avanzando con profitto nella musica, o vocale, o strumentale, dovrà essere a suo peso, e sua precisa ispezione di esporli in quelle accademie, o cantorie che crederà addattate all’abilità de scolari affine di far ad essi coraggio, e far risaltar al Pubblico i vantaggi della scuola medesima.
Approvo io infrascritto il sud.° metodo p. insegnare la musica vocale e strumentale, come utile, e fruttuosa, in fede soscrivo il medesimo di mia mano.
F. Giamba Martini - Minor Conv.le Bologna lì 27 Aprile 1779
Dopo le Avvertenze ed i regolamenti, avviata l’attività didattica, la Scuola di Musica iniziò a dare saggi musicali con i propri allievi. Le sedi erano le chiese cittadine e addirittura la casa del Maestro Milani dichiarata sede provvisoria della Scuola stessa. Il primo dei saggi ebbe luogo nella chiesa parrocchiale Arcipresbiteriale di Sant’Egidio. La Gazzetta di Mantova del 14 gennaio 1780 ne riporta la cronaca:
L’epoca si recente di tale scuola,...e il pubblico saggio dato... dai giovani allievi, accrescono ad essi l’encomio meritatosi dal numeroso concorso di ogni ceto di persone che vi assistettero, danno un evidente attestato dell’infaticabile assistenza del loro Maestro, e ravvivano le concepite speranze di progressi sempre maggiori. (5)
Un nuovo codice accademico viene elaborato nel 1794 ed approvato con Cesareo Reale Dispaccio di Francesco II. I paragrafi dal XIV al XXV disciplinano la Scuola gratuita di musica:
XIV - Due sono gli oggetti di questa Scuola, risultati dal R. Dispaccio della defunta Maria Teresa de’ 2 gennajo 1777, uno cioè di completare colle necessarie parti la R. D. Cappella di Santa Barbara, e l’altro di promuovere il vantaggio del Pubblico facendo buoni allievi nella musica si strumentale che vocale. Quanto all’effettuazione del primo coopererà la R. Accademia notificando, col mezzo del Direttorio Filarmonico, il profitto degli alunni al R. Ducal Magistrato, da cui solo la R. Ducal Cappella dipende. Quanto al secondo il Direttorio Filarmonico, qual delegato della R. Accademia, invigilerà all’osservanza delle regole della Scuola onde si provi in effetto quel pubblico vantaggio che fu l’altro oggetto di tal gratuita istituzione.
XV - Il luogo della Scuola resta per ora fissato nella casa del Professore Maestro, a tal uopo superiormente eletto, giacchè facendola nelle adiacenze del Teatro Scientifico, gli esercizi di essa, per natura clamorosi, apporterebbero un continuo disturbo alla indispensabile quiete, che richiedono gli studi delle bell’arti, e le adunanze della R. Accademia.
XVI - Quei giovani che vorranno approfittare delle musicali gratuite istruzioni, dovranno presentarsi al Professore Maestro, il quale, conosciuta la buona disposizione di quelli, li munirà di favorevole attestato, unitamente a quello dell’onestà dei natali, e de’ costumi per dirigerli con opportuno ricorso al Prefetto della R. Accademia, cui apparterrà il decidere sulla implorata admissione. Ottenuto il rescritto di accettazione, si rivolgeranno i ricorrenti al Segretario perpetuo della R. Accademia, il quale, conservando negli atti le suppliche originali stenderà l’opportuna fede del favorevole rescritto, in vista del quale il Maestro li dovrà ammettere fra il numero de’ suoi scolari.
XVII - Dovranno gli alunni portar rispetto, e prestar obbedienza al loro Professore Maestro, trattarsi reciprocamente con urbanità, frequentare la Scuola nelle ore, e nei giorni stabiliti, sì per mantenervi il buon ordine, che per renderla profittevole, ed in vista delle loro mancanze il Prefetto provvederà opportunamente coll’espulsione anche dalla Scuola.
XVIII - Si aprirà la Scuola ai primi di novembre e si chiuderà all’ultimo di agosto. Alle ore 9 di mattina avrà principio la suddetta Scuola, e sino alle 11 si studierà la musica vocale, e dalle 3 pom. fino alle 5 la strumentale. Si daranno le lezioni in tutti i giorni eccettuatene le feste principali, le domeniche, ed i giovedì, purchè non sieno seguite da altra festa.
XIX - Nell’esaminare le disposizioni de’ giovani concorrenti dovrà il Maestro farli solfeggiare, onde conoscere se abbiano orecchio e voce al canto opportuna, e quando questa non fosse atta al canto, li potrà dirigere alla musica strumentale, scegliendo lo strumento il più confacente alla loro capacità, e complessione. Dovrà ciò non ostante esercitarli alcun tempo sul solfeggio e facilitar l’intonazione e la battuta, ed in seguito renderli esperti nei ricercarj dello stromento che avrà loro destinato.
XX - Sarà inoltre preciso obbligo del Maestro d’insegnare il contrappunto ai soggetti di maggior capacità, e di tener provveduta la Scuola di una discreta quantità d’istromenti e di carte musicali, onde si effettui pienamente l’intenzione Sovrana che gratuitamente vuole educata in tale arte la mantovana gioventù.
XXI - Avrà cura altresì il Maestro di esporre nelle musiche di chiesa que’ giovani, che si avanzeranno con notabil profitto sì del canto, che nel suono, affinchè vengano incoraggiati nella loro arte, ed il pubblico conosca l’utilità, che da questa Scuola ne deriva.
XXII - Di mese in mese renderà esatto conto il Maestro del suo operato ai due Regolatori a tal uopo dal Direttorio Filarmonico destinati, onde a quelli possano alla fine dell’anno gli scolari di canto e di suono dare un privato saggio del loro avanzamento il quale trovato plausibile, il Direttorio concederà ad essi la libertà di esporsi nel Teatro Scientifico della R. Accademia.
XXIII - Que’ giovani scolari, che si saranno distinti in questo saggio, verranno ammessi dal Direttorio suddetto nelle serali esercitazioni della Classe Filarmonica, avuto però riguardo pei posti, a que’ soggetti, che avranno per l’addietro prestato gratuito servigio alla stessa Società.
XXIV - Effettuato il detto saggio se ne renderà inteso annualmente dal Direttorio della Classe il R. Ducal Magistrato Camerale, acciocchè egli abbia presenti gli alunni di detta Scuola capaci di rimpiazzare i posti vacanti nella R. Ducal Cappella di Santa Barbara, primario oggetto di questa Scuola.
XXV - Rilevandosi da’ Regolatori mancanze o bisogni tanto degli Scolari, quanto del Maestro, riferiranno esattamente il tutto al Prefetto della R. Accademia, in quale, o vi provvederà da se stesso, o convocherà il Direttorio Filarmonico a misura delle circostanze.
Conclusasi la trentennale gestione del maestro Mattia Milani, con la sua morte, avvenuta nel settembre del 1809, per un periodo di circa diciotto anni a Mantova agirono professori, in particolare i maestri Antonio Facci e Francesco Comencini, che impartivano lezioni private di musica. Il 22 dicembre 1830, la Congregazione Municipale proponeva l’istituzione di una nuova scuola popolare di musica, che veniva costituita nel 1834 con tre distinte sezioni: Canto, Istrumenti ad arco ed Istrumenti a fiato. Canto con i Maestri Antonio Facci e Francesco Comencini. Strumenti ad arco con il Maestro Carlo Bignami e strumenti a fiato con il Maestro Michele Campiani, padre di Lucio.
Sede era il Palazzo Accademico, ancora oggi sede del Conservatorio. Altre realtà didattico-musicali, sorsero a Mantova tra il 1840 e il 1860: la Scuola corale israelitica, istituita nel 1843, docenti i maestri Facci, Franchetti, Comencini e Lino Finzi; la Scuola gratuita popolare di canto, 1844, docente il dott. Alessandro Antoldi (6); la Scuola di canto corale, 1846, istituita nel Seminario Vescovile, e affidata al dott. Antoldi. La Scuola di canto corale gratuita, aperta nel 1850 dal M° Luigi Provaglio, direttore d’orchestra nella Basilica di Sant’Andrea; la Scuola gratuita di canto ecclesiastico (1857). Infine nel 1863 si ebbe la rinascita della scuola musicale annessa all’Accademia Virgiliana.
L’annuncio della costituzione della nuova Scuola fu emanato dalla Congregazione Municipale il 26 novembre 1864. Furono nominati professori, in seguito a pubblico concorso, il dottor Alessandro Antoldi ed il maestro Lucio Campiani per il canto, il maestro Giovanni Lupi per gli strumenti ad arco ed il maestro Francesco Bianchi per gli strumenti a fiato. Di indubbio interesse risulta essere il regolamento del 4 dicembre 1865) che riguardava la classe superiore di istradamento pratico all’orchestra (7) di cui era responsabile il maestro Giovanni Lupi:
Art. 1 - Lo scopo di questa Scuola è l’istruzione degli allievi nella esecuzione della musica, mediante esercitazioni pratiche d’insieme. Essa è affidata ad un maestro istruttore, ed a due ispettori delegati dal Direttorio a sorvegliarne il buon andamento (...).
Art. 6 - Gli apprendisti dovranno intervenire con puntualissima diligenza a tutti gli esercizi periodicamente e straordinariamente stabiliti dal direttorio.
Art. 9 - Durante l’accordatura degli strumenti come pure negli intervalli di riposo, resta assolutamente proibito di preludiare, eseguire qualunque passo, e far sentire suoni o strepito che possano disturbare il perfetto silenzio cotanto necessario negli esercizi musicali.
Art. 11 - Agli esperimenti pubblici dovranno prendere parte gli alunni tutti di questa Sezione, intervenendo alle prove relative, sia che l’esperimento riguardi la musica strumentale od anche il canto.
Art. 12 - I Filarmonici onorari addetti a questa Sezione sono liberi d’intervenire e prendere parte o no alle esercitazioni ordinarie; ma si fa loro stretto obbligo di prendere parte nei pubblici esperimenti e d’intervenire attivamente alle prove relative.
Art. 14 - Il Maestro dovrà adoperarsi con tutto lo zelo nella istruzione più proficua degli Alunni facendo loro eseguire quei brani musicali che meglio stimerà adatti allo scopo di questa istituzione. Si intende da sè che dovrà occuparsi accuratamente della accordatura preliminare ed osservare che sia costantemente mantenuta la migliore possibile intonazione. Dovrà con paziente insistenza esigere quel colorito e quell’accento che costituisce infine la vera interpretazione musicale.
Tre anni dopo la Scuola Comunale di musica cessò di essere dipendente dall’Accademia Virgiliana e nel 1869 il Comune si addossò ogni responsabilità per il buon funzionamento della Scuola di musica istituita nel 1864.
Da questo momento la scuola, pur cambiando varie sedi, è stata sempre attiva, ebbe molti iscritti ed operò perseguendo sempre quegli obiettivi previsti nei vari regolamenti, organizzando saggi ed inserendo i migliori allievi nell’orchestra delle stagioni liriche della Città e della Provincia.Vennero introdotte nuove discipline, furono divisi i docenti degli strumenti ad arco: un insegnante per violino e viola ed uno per il violoncello ed il contrabbasso. Nel 1908 questa divisione fu resa definitiva dal prof. Vecchiotti, direttore straordinario dell’Istituto per pochi mesi, che aggiunse anche le nuove cattedre di Solfeggio e Storia della Musica. In seguito vi fu un altro sdoppiamento con un maestro per i legni ed un maestro per gli ottoni. La scuola Comunale di musica lentamente si assestava su strutture solide che permettevano di ottenere risultati artistici positivi. Dopo la direzione di Lucio Campiani, conclusa il 1° ottobre del 1905, una breve parentesi del prof. Vecchiotti, dopo di che la Scuola Comunale fu diretta, dal 1912, da Ottorino Vertova, allievo di Lucio Campiani, un musicista attivo a livello internazionale e che nella scuola profuse tutto il suo entusiasmo come convinto sostenitore delle attività d’insieme. Il suo incarico lo portò anche a criticare abitudini poco costruttive della classe di esercitazioni orchestrali: con una lettera inviata alla Giunta Municipale il 7 luglio 1912 (8) lagnandosi: ...convinto sostenitore delle esecuzioni collettive, affermava che i saggi sarebbero stati auspicabili come conseguenza logica di precedenti esercitazioni sistematiche e non come risultato effimero di un febbrile e snervante lavoro di quindici giorni.
Dal 1918 la Scuola fu diretta dal maestro Cesare Rossi (Rivarolo Mantovano,1858 - Casalmaggiore, Cremona,1930). Con delibera di Giunta del 18 agosto 1925 la Scuola Comunale di Musica veniva dedicata al maestro Lucio Campiani, suo primo direttore; dal 1927 fu definitivamente stabilita la denominazione in “Istituto Musicale”. Altri direttori, fino al 1950 furono Attilio Ferrari Radaelli e Biagio Ferrero. Nel novembre 1954, vincitore del concorso nazionale indetto dal Comune di Mantova, subentrò come nuovo direttore dell’Istituto Musicale “Lucio Campiani” il maestro Narciso Sabbadini (Casalmoro,Mantova ,1912), violinista e compositore. Alla guida dell’Istituto Musicale “Lucio Campiani” per quasi un trentennio, Narciso Sabbadini portò l’antica istituzione virgiliana al prestigioso ruolo di Conservatorio di Stato (9).
Nell’anno scolastico 1972/73, infatti, l’Istituto Comunale di Musica ha ottenuto il riconoscimento come scuola statale divenendo sede distaccata del Conservatorio di Musica “Arrigo Boito” di Parma.
Ettore Campogalliani (Mantova, 1903 - 1992), celeberrimo didatta di canto e critico musicale della “Gazzetta di Mantova” scriveva a questo proposito sul quotidiano mantovano il 6 giugno 1973:
“Così dopo un secolo (...) ecco il nostro Istituto Musicale “Lucio Campiani” solennemente promosso Conservatorio di Stato.Un orgoglio per Mantova e per i suoi avveduti reggitori, un’accreditata speranza per i docenti, una garanzia per quanti vengono e verranno ancora alla Musica con serietà di scelte e di propositi (...)”.
Claudio Gallico, eminente musicologo, in un altro articolo metteva l’accento sulle potenzialità della nuova istituzione:
“... può infine rappresentare la scuola musicale nel suo insieme, come servizio della comunità. Naturalmente, nei suoi organi dirigenti, un centro di stimolo, di consulenza, di critica, nei riguardi delle altre istituzioni musicali cittadine. E anche, in armoniosa convivenza con gli altri, un punto di promozione di attività...”.
Dal 1980 il Conservatorio di Musica “Lucio Campiani” è sede autonoma (10).
M°Giordano Fermi
Direttore del Conservatorio
Note
1) Arch. Gonzaga, busta citata N. 247, del R. Magistrato Camerale antico.
2) Mattia Milani nacque a Mantova probabilmente il 7 maggio 1729. Entrò giovanissimo nella R.D. Cappella di Santa Barbara in qualità di violinista soprannumerario (cioè senza stipendio). Studiò contrappunto a Bologna alla scuola di Giambattista Martini dal 1753 al 1759, ottenendo l’8 marzo 1760, la patente di maestro compositore accademico forastiero della Reale Accademia Filarmonica di Bologna. Componendo l’introito a 5 voci “Os justi meditabitur sapientae”. Il Milani ottenne 12 voti favorevoli e uno contrario su 13 componenti la Commissione.Tornato a Mantova fu nominato nel 1766 Maestro di Cappella Vescovile e nel 1773 fu chiamato alla direzione della R. Ducale Cappella di Santa Barbara. Dal 1777 gli fu affidata la direzione e la cura della Scuola pubblica di musica, che lo vide docente di canto e di tutti gli strumenti musicali, compreso l’organo. L’ incarico durò ininterrottamente fino al 1809, anno della sua morte.
3) Carteggio Martiniano, op. cit., N. 135
4) Archivio dell’Accademia Virgiliana, busta Memorie di Filodrammatica e Filarmonica.
5) Di questo saggio Milani scriveva a Padre Martini in data 24 gennaio 1780: V’erano amici e alunni della Scuola gratuita di musica vocale e istrumentale; nella musica vocale un alunno cantò Memento e Tantum ergo, e tutti gli altri qualche vespro a solo. Nella strumentale un d’essi si distinse con un concerto di violino immensamente applaudito. (Carteggio Martiniano N. 124).
6) Alessandro Antoldi, nacque a Mantova il 29 aprile 1815. Fu arpista e maestro di canto. Uomo dall’acuto ingegno inventò l’arpa a tastiera, il volta pagine a pedale, un leggio speciale per accompagnatori, e diversi congegni utili per lo studio della teoria musicale tra cui l’indicatore delle scale e delle cadenze nei modi maggiore e minore,, il dimostratore girevole dello scomparto per le combinazioni ritmiche dei valori simmetrici simultanei. Morì a Mantova il 21 marzo 1897.
7)Archivio dell’Accademia Virgiliana, busta “Memorie di Filodrammatica e Filarmonica.
8) Archivio Comunale di Mantova, busta “Scuola di musica e canto”, anni 1911 - 1940, sigla IX.8.2.
9) Quadrante Padano. Anno XVIII, numero I, 1997. Rivista della Banca Agricola Mantovana. Giordano Fermi - La musica emozionale di Narciso Sabbadini
10) Il percorso illustrato in questo breve saggio è stato realizzato anche grazie a pubblicazioni messe a disposizione con squisita cortesia dalla signora Enrica Canneti (Gian Giuseppe Bernardi La musica nella Reale Accademia Virgiliana di Mantova, Mantova Casa Editrice Mondovì 1923) e dal maestro Andrea Zaniboni (Tre secoli di educazione e cultura musicale a Mantova, Tesi di laurea 1977). A loro il mio vivo ringraziamento.
